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Dal Tibet [04/01/2012]

Il tempo dei giochi è finito da un pezzo. Non gioco con nessuno. So quello che faccio e lo so fare bene. E sono fantasiosa e vitale, questo sì. Mi piace. Sapessi quante donne sono tristi o dilaniate per il solo fatto di ritenersi le sole ad avere subito, o ad avere fatto a se stesse, un danno enorme. O non hanno mai scelto e continuano a lasciarsi trascinare e schiacciare. Io sono gioiosa perché ho vissuto la mia parte. E quelle cose che ho vissuto, e che non sa quasi nessuno, adesso vorrei dirtele: sono queste, che mi hanno resa viva. Forse con te ho sbagliato perché dopo non era più la passione ma la comprensione, che ti serviva. Ti avevo dato anche quella, veramente. Ma forse, piuttosto, non c’è spazio per un’altra lì dove c’è già un amore – e, checché tu ne dica, nella mia concezione dell’amore, il vostro lo è. Ora non so se vorrai davvero condividere con me qualche notte insieme, o qualche finesettimana, o una quotidianità di qualche tipo, se è vero che volevi farlo qu...

Quando il faro si fulminò. [02/01/2012]

All’improvviso ti chiama amore, e ti dice: non hai disturbato, sei grande. Sì, lo so. Lo so, che lo sono. Dio, non dovrei essere così dura, dentro di me. Forse è la controparte dell’amore, quell’antica ferita che riemerge al momento in cui la vita crea i suoi vortici e prima o poi tocca a ciascuno. Ma, quando io lasciavo il coniuge, lui mi ha mollata precipitare nell’incubo in solitudine. Solo ora ha scoperto che lui mi violentò, l'ultima notte. B***ina, mi dice. Tranquillo, è passato. Fa parte di me, questo sì, ma non ci piango la notte e non scelgo più in base a quello, ora che mi sono pacificata anche con l’ultima maledizione dell’anima mia. Ormai noi siamo amici, e adesso che lei va in vacanza con un altro io sono il faro. B***a sono disperato sta partendo dieci giorni con un tipo. Io ci sono: non mi tiro indietro. Gli voglio bene, è un’emergenza, e sono qui. Ci siamo scambiati le confidenze tante volte, l’ultima l’altra sera, io coi miei complessi sulla relazione col ...

Come deve sentirsi il mosto dentro le botti in attesa di farsi vino. [02/01/2012]

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I’m not scared of dying, I just don’t want to. Così questo amante è tornato a lei. Lei è innamoratissima, oltre che molto attraente e passionale; lui è proprio brutto. Cioè, no, non è giusto dire questo: un brutto può avere anche fascino. Ci sono persone che non hanno nessuna bellezza oggettiva ma una comunicativa che ti acchiappa come una calamita. (Non ci devo pensare, non ci devo pensare, lui adesso è con lei e forse ci resterà, fate la nanna voglioline che non è il momento.) (E poi lui non è brutto, è tremendamente attraente e sexy, mannaggia a me: così sexy da non potersi guardare.) Dico, ci sono brutti affascinanti. Ci sono persone espressive che, solo solo per il modo che hanno di mostrarsi al mondo, attraggono come il miele un tir di api. Lui, invece, non è tanto brutto – ché anzi ha lineamenti regolari a parte un po’ troppe tempie rispetto alla scarsità tricotica. È proprio insignificante. No, di più. Ha un che di inquietante. Quell’occhio a mezz’asta. La faccia c...

We shine like gold in the night. [30/12/2011]

La donna ha una bambina e diciott’anni di rospi ingorgati in gola per i tradimenti del marito. Alla fine lo ha lasciato. Ha perso il senso di sé e poi l'ha ritrovato: lo può dire ora che gliene parlo. Si era sentita così sola, nel suo peregrinare in questo senso di schizofrenia e nell’abiezione. Ora non è sola: è umano, ed è di molti. Io non sono pentita, per esempio: ogni cosa va vissuta, a suo tempo. Così nella sera le si illuminano gli occhi per una passeggiata e una birra. Normalmente parla piano, con la bocca semichiusa e in autodifesa, ma ultimamente emerge come uno scintillio di dolcezza. Adesso, tutte queste ore, pare una bambola vivente: diventa espressiva, luminosa, bella come una ragazzina; finalmente. Sono io ad avere bisogno d’aria aperta, poi. Così le ragazze e io ci facciamo compagnia, la sera successiva. Anzi, mi fanno compagnia mentre lavoro per mantenere l'equilibrio. Ho paura. Ho paura di non rivederlo; ho paura che infine scelga davvero, come cre...

It hurts. [25/12/2011]

La tua testa sul mio seno, e fra le mie mani. L’odore di tabacco dei tuoi capelli. I capelli a batuffolo dietro la testa che pareva avessi litigato col cuscino, mischini. I nostri messaggi di nascosto in mezzo a tutti in modo che nessuno se ne accorgesse ma chiunque se ne accorgeva. Leggerci il labiale attraverso la finestra, e le luci dentro agli occhi controllandoci a vicenda anche senza guardare. I tuoi capelli li sistemavo un poco con le mani per nascondere la rosetta che veniva fuori dietro. Poi desistevo anche io: sono loro che decidono. Adesso, ogni volta che vedo troppi capelli su una testa, mi giro a controllare. Il pranzo tardi dopo la scuola nel ristorante vuoto, tutto per noi, con le tovaglie d’oro e il cameriere sgarbato. Sotto le mura del castello con la sua stella di Davide e il candelabro a sette bracci. Le mie storie sugli operai ebrei di Federico. Il freddo tagliente fuori, la mia stanchezza sfatta per troppe ore di troppo lavoro – e i tremiti di freddo e ...

...infin che ’l mar fu sovra noi richiuso. [22/12/2011]

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Gassmann, Inferno, Canto XXVI

Just feel better [20/12/2011]

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Stai sereno: io sono tranquilla. Ti è bastato così poco? Due mie parole, per sentirti meglio? Ma io ti regalerei questo cielo carico di stelle come i miei baci sulla tua bocca... Gesù, sono patetica. Madonna mia, che male.