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Bambini e fole [01/11/2011]

“Chiuderò la porta a far star bene la tua assenza: ci sarà fedele sempre il cane del (rimpianto). I cavalli origliano quest’aria d’impazienza. A metà della speranza, io cambiai percorso. E poi non ho più corso.” Ho fatto il bagnetto a un cagnolino bianco peloso sporco di terra, stanotte in sogno. Mia nonna sapeva sempre che cosa preannunciavano i suoi sogni. Io, ogni tanto. Per noi c’era il Topolino dei Denti. Lasciavamo il dente da latte sul comodino, con la sua radice a punta arrotondata e una letterina per il Topolino, e l’indomani mattina il Topolino ci lasciava un regalino. Chissà che cosa ci faceva, con tutti i denti di tutti i bambini del mondo, ci chiedevamo insieme. Forse si era fatto una città tutta intera di denti - in pratica, d’avorio. E chissà come faceva a razzolare tutti i dentini di tutti i bambini del mondo, ho chiesto un giorno: una fatica, non bastano tutti i minuti di tutte le notti del mondo, per tutti i denti di tutti i bambini del mondo. Ma forse ogni...

Gli araldi [01/11/2010]

Dov’era la luna? Ché il cielo notava in un’alba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù: veniva una voce dai campi: chiù.. . Le stelle lucevano rare tra mezzo alla nebbia di latte: sentivo il cullare del mare, sentivo un fru fru tra le fratte; sentivo nel cuore un sussulto, com’eco d’un grido che fu. Sonava lontano il singulto: chiù ... Su tutte le lucide vette tremava un sospiro di vento; squassavano le cavallette finissimi sistri d’argento (tintinni a invisibili porte che forse non s’aprono più?...); e c’era quel pianto di morte... chiù ... (G. Pascoli, L’assiuolo , in  Myricae ) Dice adesso è Ognissanti. Che quel che ne ha scritto Manzoni non lo voglio leggere, perché per quello che scrive negli Inni sacri prima o poi lo vado a rimproverare sulla tomba sua. Comunque oggi è Ognissanti e domani sono i Morti. Qui fanno le ossa di morto , ...

I morti parlano [24/09/2010]

Non puoi capire “Baarìa” se non vivi in Sicilia. Le mavarìe , le làstime , i mostri, il volo. ’A strùmmula che gira con la mosca nell’anima. Le donne con la vita stretta e i fianchi larghi, megghiu morta ca sparrata e a bon locu va’ . Qui i morti parlano coi vivi che parlano coi morti. Una volta un uomo ha fatto la strada da solo a piedi per la campagna. Lo ha accompagnato per tutto il tragitto un uomo morto il giorno prima. Una volta una donna è andata dalla Fantàsima a chiedere di suo marito disperso in guerra, e ’a Fantàsima arrispunnìu. Una donna ha detto “domani”, e l’indomani è morta. Gli animali qui rispondono portando la voce dei vivi muti. Qui sono passati popoli che hanno lasciato i colori e le forme di posti lontani. Qui, per questo, è nata la poesia. Molti se le dimenticano, queste cose. Vanno a ballare, bevono e parlano di cose che qui non ci sono. Anche io me le ero volute scordare, per un certo periodo. Poi rientravano sempre da qualche crepa n...