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Something [16/05/2011]

C’è una strada. Forse un’autostrada. Montagne sulla destra lungo un lungo tratto. Coperte di boschi ora più verdi ora meno verdi ora più tendenti al grigio. Sotto un cielo grigio pure lui. Forse uno spartitraffico verde di siepi rigogliose e non curate sulla sinistra, forse due, ma è strano. La strada porta da qualche parte ma si perde dentro a una nube immensa di buio. Potrebbe essere una galleria ma non lo è. È solo un grande buio.   La tua gatta ti cammina addosso e fa le fusa più forte e più a lungo che mai. Questa volta non ti infila solo il muso fra i capelli: si prende tutte le carezze sulla testa con le orecchie basse e ti abbraccia il collo con le zampine. Domani si viaggia e si lavora, e tu non dormi ancora. Le tre e mezza di notte fanno odore di vento leggero, di fiore di notte e di un chiaro di luna che apre il mare in un riflesso vasto come un’eco.

Can che abbaia [20/02/2011]

L’unica cosa di cui avere paura è la paura. Quando M*** è arrivata a casa mia era un soldo di cacio. Fin da piccolissima se voleva salire sul letto faceva free climbing su un sacchetto che avevo lasciato appeso apposta al pomello. Le ho detto fin da subito Tu non devi avere paura di niente . Non so se abbia capito le parole ma il senso lo ha capito. Infatti si sdraia sui quaderni dei ragazzi mentre faccio lezione, saluta le persone che entrano in questa casa, le guarda negli occhi e sta a fare le fusa – e qualche volta è andata a ispezionare i pianerottoli degli altri piani che valla a inseguire per riportarla dentro.   C’era un cane sotto casa, quando avevo quindici anni. Era un cane pazzo, piccolo, bianco e nero – e nevrotico. Se passavi per la strada lui arrivava e ti abbaiava contro. Una volta mi ha morso il polpaccio attraverso i jeans ma non mi ha fatto niente. Un’altra volta ero in collera per i fatti miei: passo, abbaia, gli grido di andarsene, si rintana sotto un...