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Thank you, Mother and Daughter. [14/01/2012]

Era il 9 gennaio, domenica; intorno alle 13. Avevamo appena lasciato lei all’aeroporto. Ritorno da sola verso la mia macchina, e mi sento risucchiare l’anima – come altre volte, quando qualcuno mi acchiappa. Vedo uno stormo di uccelli muoversi verso la costa: Aci Trezza, penso. E sento vento nei capelli. So che sei tu. “Motorino o bicicletta”, penso. Lungo il lungomare. Aci Trezza. Era l’11 gennaio: il caminetto scoppiettava dietro le mie spalle, mentre arrotolavi una sigaretta da dividere con me. “Sai che cosa ho fatto domenica, dopo aver lasciato lei all’aeroporto?” “Che hai fatto?” “Ho preso la bicicletta e sono andato fino ad Aci Trezza. C’erano due donne che parlavano. Ho pensato a te.” “Era l’una, circa?” “Sì! Come lo sai? Eri lì? Potevi salutarmi!” “Non ero lì: ti ho sentito.” Subito dopo che quello stormo – saranno psicopompi anche loro – subito dopo che quello stormo è passato in volo sopra la mia testa, in mezzo al cielo, mentre rientravo planando verso la cit...

Non mi ricordo più perché [29/04/2011]

C’è profumo di limoni grossi e freschi dentro misto all’odore delle ginestre da fuori. I limoni li ho avuti in dono, il vento di ginestre a scompigliarmi i capelli me lo sono regalato io. Colline e rocce spaccate mi navigano intorno sotto il sole. In cima, città di pietra antica. Mi passa accanto l’indicazione Aidone. Mi sono diretta al bosco di Pergusa che vedrò più avanti quando sarà tempo. Agli scavi di Morgantina, che ho già visto e che un giorno rivedrò. A Enna ho guadagnato quattro accendini anziché tre al costo di un euro e quindici anziché un euro, dal marocchino che al semaforo mi ha chiesto per favore sorella solo un euro per il pranzo. Un’insegna di una trattoria che pare bella, ho detto me lo devo ricordare, invece non mi ricordo più perché.