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Centum Ripae [08/10/2011]

Running in circles , coming up tails . Heads on a science apart . (Coldplays, The Scientist.)   È il nome latino di Centuripe. Centuripe ha una forma a stella, ma sembra anche il profilo del corpo di un uomo. Andammo a Centuripe anni fa. Tra il 2000 e il 2005, non ricordo. C’era il museo coi vasi greci, quelli a figure rosse su fondo nero e viceversa. Una sera poi, era forse febbraio del 2009, presi la macchina e mi fermai all’uscita dell’autostrada verso Catenanuova. <Qualcuno> mi aspettava lì. (...)   Eravamo in discoteca nell’inverno o nella primavera del 2009 (...). Chiacchieravamo e io ridevo, non cercavo niente, non mi aspettavo niente, e avevo i miei pensieri. Privati, personali, a tenerli al caldo dentro. Mi mise una mano intorno alla vita per guidarmi. Mi discostai infastidita. Avevo altri pensieri - privati, personali, a tenerli al caldo dentro: che nessuno si permetta di sporcarli. C’è un lago con un borgo sopra, che si chia...

La Conchiglia B&B [04/10/2011]

La donna grassa mi ha aperto la porta sorridendo. In una nicchia in fondo al corridoio c’è una enorme conchiglia dorata che spiega il nome del B& B. Che bella che sei è la prima cosa che mi ha detto e la cosa che ha ripetuto più spesso nell’arco di quel giorno e mezzo. Sorridendo mi ha mostrato la mia stanza, sorridendo mi ha detto no non c’è condizionatore , sorridendo mi ha mostrato il mio bagno personale – non in camera – azzurro nitido, grande come un salone, con due lavabi con un mare di specchio in cima, una lavatrice una doccia un gabinetto e un bidet. Sorridendo mi ha detto io sono qui se hai bisogno giorno e notte. E mi fa vedere la sua stanza caotica, in mezzo un uomo annoiato seduto sbracato su una sdraio, un balcone aperto a far entrare il sole a picco, caos indistinto in cui non ficco gli occhi per delicatezza.   La notte ho dormito inondandomi tutto il corpo di alcol per far evaporare il caldo torrido afoso di quei giorni. Acqua no, ché in camera no...

Fai da te [21/09/2011]

Chi è questa ragazza che spesso fa rifornimento al self service? Forse se lo chiederanno, ma non glielo chiedono. Non sanno niente gli uni degli altri, neanche il nome. Lei conosce le loro facce una per una. Ma avranno alle spalle le loro famiglie, le loro storie e forse, anche, i loro segreti, i loro desideri sottopelle, il guazzabuglio del loro spesso attempato cuore, i loro lutti, i loro incubi e deliri – o forse no. Eppure si salutano con gran cordialità come se fossero veri conoscenti: oramai lei è di casa, per i suoi settimanali cadenzati viaggi di lavoro. E la loro quotidianità è un porto di mare in cui agli avventori si sorride sempre. Le caricano i punti suoi e, per spontanea cortesia, anche quelli delle altre auto che passano.   I cani stanno a ciondolare in giro. Uno o due si sdraiano sulla soglia e vanno scavalcati. Sono soprattutto uomini, dentro. Prendono il caffè parlando fra loro o leggono il giornale. Molto spesso si voltano a guardarla: sono solta...

La tana del carabiniere [07/03/2011]

Sta seduto nella sua nuvoletta leggera di profumo vago come di borotalco o fiori piccoli. I capelli sembrano una parrucca da clown di quelle piene di boccoli. Però sono castani, non biondi, men che meno verdi o viola. C’è qualcosa, nella barba brizzolata di alcuni giorni e nella forma del mento, che mi ricorda due altri uomini. Ha una bella bocca e un bel sorriso dolce, denti piccoli e leggermente disordinati. Da 47 anni a questa parte, legge e studia il Vaticano e i suoi scheletri negli armadi di legno intagliato. È arrabbiato con la chiesa. Che sono anche d’accordo, per certi versi. Solo che si basa perlopiù su pregiudizi altrui trasmessi per via romanzesca, e non ha letto invece da se stesso in prima persona delle cose che gli dessero una misura storica provata delle sue stesse affermazioni. Altre invece le ha lette. Anche alcune che io non ho letto, ed è molto. Però ha anche conosciuto molta gente viaggiando e fuggendo in questa vita, e allora ha la generalizzazione...