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Visualizzazione dei post con l'etichetta Amenano

L’angelo [06/12/2011]

[Ogni idillio fa presto a mostrare le lame: al termine del primo finesettimana, la domenica sera, riceve una telefonata e si allontana. Ritorna mogio, con la coda fra le gambe: "Eh, ho ricevuto una telefonata..." "Sì, è un tuo diritto," sorrido. Ma è evidente che cosa stia per dirmi. Ha una compagna. Da due anni. Dei Pesci come me, peraltro. "Ma l'avrei già lasciata la scorsa estate, è troppo presente." Come no: non si lascia una certezza per un'avventura. Né, d'altronde, te l'ho chiesto. "Poi però ha avuto il ruolo a Mondovì, e il rapporto, a distanza, mi sta bene..." Eh, appunto. Vedo. Onestà avrebbe voluto che mi avvisassi prima, riconoscendomi il legittimo diritto di scegliere. Transeat. Dunque, lei è a Catania per alcuni giorni; io esco.] Un angelo con le ali d’oro danza la danza del ventre e sorride. Ha pelle ambrata e occhi azzurri, e sorride. È bellissima, staresti a guardarla per delle ore. Noi intanto ci beviamo il n...

La civita viaggia in autobus [13/02/2011]

Nei pressi dell’Ostello non trovi più niente di quel che c’era prima. Ormai da anni ci sono ragazzi motorini birra e frastuono, troppo per sapere cosa dire. Qualcuno mi raccontava le barzellette e qualcun altro analizzava i casi umani seduti al nostro tavolo. Una volta eravamo scesi di sotto a vedere il fiume che scorre e gli ultrasuoni per tenere lontani i ratti dai tavolini di legno e dalle luci soffuse per chi pagava di più per poter cenare accanto al fiume. Ma fuori. Fuori non ci sono le vecchie a ricamare. Ci sono porte aperte e le luci accese in una luce bianca finta di neon finto su fino alle volte stuccate che stuccate non sembrano più per via di quel gran bianco. Fuori stanno stese robe scure tutte in fila a passarti sulla faccia se cammini sul marciapiede senza scostarti. I vicoli della civita la sera sono neri di lava e umidi dell’acqua del mercato e della pescheria. La pescheria sta sotto gli archi delle mura, fra i tonfi dei coltelli sullo spado e ...