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Visualizzazione dei post con l'etichetta Manzoni

Reductio ad unum [07/08/2011]

Una siamo, e molteplice. Un’immagine è solo stasi e morte. Vorresti e non c’è modo, di impazzire. Così non resta che far torto o patirlo. Ed entrambi i casi sono uno.   L’eterno ritorno, ma indietro non si torna. Pensateci voi per me adesso, nonna. Lasciatemi accucciare e non pensare. Che tutto cade a pezzi, certe volte.

Il mercato dell’usato [15/02/2011]

Ora, l’essere uscita dalla turba volgare de’ malvagi, l’essere innanzi a tutti, le dava talvolta il sentimento d’una solitudine tremenda. (A. Manzoni, “I promessi sposi”) Veramente Manzoni parla dell’innominato, quindi al maschile. Io però sarei femminuccia, quindi rifaccio al femminile. Va detto a mia discolpa che non ho mai ammazzato nessuno, non ho trame losche, non ho nessun potere e il potere non è certo il mio obiettivo, né come mezzo né tantomeno fine a se stesso. Però mi accorgo che, talvolta, quello che è in profondità non è presente e quello che è presente non è in profondità. Non che questo sia un pensiero nuovo per nessuno: ci hanno scritto sopra certi volumoni polverosi e milioni di parole. Si vede allora che sono una bestiola che medita in modo usato. Come stare una vita a cercare quel cofanetto in argento sbalzato con dentro gli orecchini della nonna nascosto in qualche angolo fra i topi e le ragnatele, e invece ritrovarsi a fissare con l’oc...

Gli araldi [01/11/2010]

Dov’era la luna? Ché il cielo notava in un’alba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù: veniva una voce dai campi: chiù.. . Le stelle lucevano rare tra mezzo alla nebbia di latte: sentivo il cullare del mare, sentivo un fru fru tra le fratte; sentivo nel cuore un sussulto, com’eco d’un grido che fu. Sonava lontano il singulto: chiù ... Su tutte le lucide vette tremava un sospiro di vento; squassavano le cavallette finissimi sistri d’argento (tintinni a invisibili porte che forse non s’aprono più?...); e c’era quel pianto di morte... chiù ... (G. Pascoli, L’assiuolo , in  Myricae ) Dice adesso è Ognissanti. Che quel che ne ha scritto Manzoni non lo voglio leggere, perché per quello che scrive negli Inni sacri prima o poi lo vado a rimproverare sulla tomba sua. Comunque oggi è Ognissanti e domani sono i Morti. Qui fanno le ossa di morto , ...