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Profondamente pura [14/01/2012]

La chiesa di san Placido era orientata diversamente dal modo in cui lo è in realtà. Ed era più alta: lei che già è sopraelevata perché dopo il terremoto l’hanno ricostruita, come molte, sulle macerie della chiesa e del monastero precedente. Qualcuno aveva coperto gli intarsi marmorei del pavimento con dei tappeti, ma l’acqua trapelava comunque, da sotto. C’era una folla di politici ed esperti in visita. Troppa umidità, il pavimento sprofonda: non toccatelo, dice la studiosa, è come sabbie mobili. Io sollevo il tappeto e ci metto le mani per vedere in che condizioni sia in realtà. Cioè: sembra solo annacquato, non c’è muffa e non c’è marcio. Forse dipende soltanto dalle tubature, da ricostruire per non allagare il soffitto della cucina dei tipi di sotto. E dal fatto che credo di averne parlato a qualcuno, ultimamente, di quella chiesa. O dall’Amenano che scorreva ciangottando lento e limpido ieri sera sotto la lava solidificata. E dipenderà da quel cartellone pubblicitario profet...

Dal buio oltre le grate [25/08/2011]

Sedevo nella penombra della chiesa. San Placido è la chiesa dorata di un complesso monastico benedettino. Il primo monastero crollò del tutto durante il terremoto del 1693 che rase al suolo la città: fu ricostruito, come la città, nella prima metà del Settecento e ora presenta i tratti tipici del barocco catanese. La facciata è concava, plasma e modella lo spazio come nel Barocco si usava. Stefano Ittar, il polacco, la realizzò come un abbraccio. San Benedetto e Placido, santa Scolastica e Gertrude, stanno a forma di statua sui due livelli della facciata. All’interno, predomina l’oro e il bianco alle pareti. Poi marmi intagliati come pavimenti e nell’altare maggiore, quello che si usava prima del Concilio Vaticano Secondo. I paliotti degli altari laterali sono marmi bianchi. Recano scolpiti bassorilievi con scene tratte dall’Antico Testamento e altre tratte dalla vita di san Benedetto e di san Placido, suo discepolo e martire in Sicilia per mano dei Saraceni. Due dei dipin...