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Barocche suggestioni [27/01/2011]

Fuori ci sono fiumi d’acqua per le strade. La nebbia ispessita dalla pioggia avvolge le cose, e le nuvole avvolgono il cielo tanto che i fulmini si vedono appena. Dentro, si apre una porta e ad aprirla è E***. E*** è, oggi come allora, bassina e magra magra, piccola come una bambolina. Ma non ha più i capelli castani e ondulati come quindici o vent’anni fa: li ha corti, pettinati di lato e bianchi come la neve. E, oltre gli occhiali da gatta, sono trasparenti gli occhi azzurri. Entrare in questa casa è come entrare in un ingresso piccolo fatto di legno, tappeti e luce gialla. Lei deve cambiare il pannolino a suo marito, così la aspetto in salotto. E qui mi perdo. Saranno dodici, sedici metri quadri, ma non ne puoi avere la percezione chiara perché è così pieno di cose che lo spazio cambia forma e dimensioni, si dilata e si restringe a seconda del modo in cui l’occhio si sofferma, analizza, si districa e vaga dall’una all’altra parte, dal dettaglio, alla visione d’insieme, a...