La tana del carabiniere [07/03/2011]
Sta seduto nella sua nuvoletta leggera di profumo vago come di borotalco o fiori piccoli. I capelli sembrano una parrucca da clown di quelle piene di boccoli. Però sono castani, non biondi, men che meno verdi o viola. C’è qualcosa, nella barba brizzolata di alcuni giorni e nella forma del mento, che mi ricorda due altri uomini. Ha una bella bocca e un bel sorriso dolce, denti piccoli e leggermente disordinati. Da 47 anni a questa parte, legge e studia il Vaticano e i suoi scheletri negli armadi di legno intagliato. È arrabbiato con la chiesa. Che sono anche d’accordo, per certi versi. Solo che si basa perlopiù su pregiudizi altrui trasmessi per via romanzesca, e non ha letto invece da se stesso in prima persona delle cose che gli dessero una misura storica provata delle sue stesse affermazioni. Altre invece le ha lette. Anche alcune che io non ho letto, ed è molto. Però ha anche conosciuto molta gente viaggiando e fuggendo in questa vita, e allora ha la generalizzazione...