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Blob [29/11/2011]

È una nube nera infernale quella mente. Quella mente. Quella mente. Aliena. Nera. Un abisso. Una nube nera nebbia nera sciame nero un brulichio di mosche vespe nere il turbinio caotico irreale. Folle. Una nube colonna di fuoco di fumo nero avanza sovrasta il vulcano. Sciama in forma di demonio. Incede, lento. Immenso. Avvolgente. La marea nera mi arriverà addosso. Sono una bambina, la mia bambina. Ciao, signor uomo nero. Noi ci conosciamo. Sono nuda, quaggiù in fondo. Ci sono ricordi e larve, pestati e annidati negli angoli. Me l’ha detto la mia amica, che lo sa. È vero, sono venuti a soffocarmi, una notte. Non so se fossero reali o suggestioni. Ma ci sono veramente i ricordi di dolore di lei e le sue ultime visioni. E i ricordi delle maldicenze e della cattiveria di sua sorella e di altre persone. Succube, è stata, per più di cinquant’anni. Quanti fantasmi da affrontare e da mandare via – per lei, e per me: state tranquilli e andatevene, ...

Incubus [26/11/2011]

Basta. Basta. Non lo voglio sapere, come va a finire. Ho il respiro pesante e accelerato. Come avere un macigno seduto sul petto. Come quando, con l’annegamento, l’aria manca nei polmoni dove invece entra l’acqua. Come il panico che senza preavviso, a tradimento, cresce come un blob nero senza una ragione che io possa individuare nella storia al presente. Ma lo stesso, se il regista del subconscio si mette a fare concorrenza a Kafka, Orwell e Stephen King messi insieme, non mi è difficile interpretarmi i sogni: e anche questo. Dopotutto mi conosco un po’, dopo trentatré anni abbondanti. E, se è vero che Homo sapiens funziona da milioni di anni nello stesso modo, anche gli incubi avranno lo stesso andamento: dalla pressione, al panico, alla decompressione. Quindi, tecnicamente, adesso dovrebbe arrivare la decompressione. E questo è confortante.

Trembling [29/09/2011]

[PREMESSA - 15/12/2020 Quivi ha inizio, miei signori, il tempo in cui incominciai a raccogliere materiale umano personale storico e psichico per intraprendere la stesura di ciò che, attualmente, è in fase di scrittura. Molto tempo è passato e il disegno si è compliceto ulteriormente; eppure sta trovando un corso che, per complesso che sia, oggi si vede. N.d.A.] ***   Non sto bene. Non sto niente bene. Mi fa male la pancia. E poi tremo. Mi sveglio la mattina e tremo forte, forte, da scuotermi tutta a momenti. (era notte e pioveva, scorreva acqua nera per le strade – allora ero viva – eravamo vivi)   Poi smetto. Mi riscuoto, ci si riscuote sempre. Faccio la doccia, chiamo le scuole, vado a far controllare la macchina, che mi si è spenta e ha acceso una spia. Il ragazzo dall’aria pulita e in gamba dagli occhi blumagnetici diagnostica, con un aggeggio elettronico, che la macchina va a tre. Cilindri. Va cambiato il filtro e messo un additivo per riporta...

Visite – La disperanza [22/09/2011]

Dormo all’improvviso senza accorgermene. Dal buio dell’abat-jour al buio del sogno, il passo è breve e impercettibile.   Forse devo di nuovo traslocare da dove stavo prima a qui. Un cane chiaro si aggira in una stanza. Aspetto visite: viene a trovarmi la mia amica. Si arrotola una sigaretta di tabacco, fa per accendere, ma il gas non va: trema la fiamma. Nemmeno la luce va. È andata via. Sembra arrabbiata perché armeggiando in cucina parlo di qualcosa ma lei ha le sue da dire e non l’ho ancora ascoltata. Ma lei non esprime le domande: piuttosto, reprime la rabbia. La abbraccio, le chiedo di lei, che le è successo. Lei risponde a monosillabi adesso.   E poi, sono nel letto, nuda. Sono sola ma non sono sola. C’è un uomo nell’angolo dietro l’armadio. Un grosso gatto nero sopra l’armadio. La faccia di un vecchio che aleggia in alto, fra di loro. Forse, da qualche parte, anche una donna. Sono solo ombre indistinte, ma io soffoco. Ho la pe...