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Signora di notte [05/09/2011]

Non andare in macchina, è pericoloso. Non andare, stiamo in pena tutta notte.   Ma voi non sapete. Di giorno c’è luce e persone, alcune come risorte, altre meno, tutte ugualmente importanti e nessuna esclusa. Ma la notte – quando ciascuno è più se stesso – io sono io. Per questo la amo, la notte, e la cerco.   La Montagna, quando avevo quindici anni, era per me una signora attorniata, di giorno, dal suo corteo di nuvole tonde bianche come puttini. Ora, da lontano, dal tramonto alla notte, è la Signora dal grembo accogliente, nella sua veste distesa con l’orlo trapunto di luci.   Ecco: questa sono io. La Montagna.

Libertà di parola [11/10/2010]

Niente di quanto viene detto è vero: non illudetevi, signori. Siamo come le geishe, noi parole: per tornaconto, siamo come tu ci vuoi. Siamo come le contorsioniste che si inarcano per raggiungere un punto. Come serpenti acquatici che scivolano gli uni sugli altri per sgusciare via da una parte o verso un’altra. Dai sofisti agli avvocati, offriamo la verità migliore. Più complessa, è di lusso e costa. Più banale, è in svendita a buon prezzo. Sappiamo costruire labirinti dove perderti. Sappiamo inventare amore, comprensione, compassione. Ma il messaggio nascosto è sempre lo stesso: il dominio. Tu parla pure in modo razionale mettendoti a confronto aperto: altri ti motiveranno la loro prospettiva con ragioni create su misura. Ti chiederanno di parlare, o parleranno di te e in vece tua per convincerti di quello che già sai e che vedi più chiaramente di quanto loro non pensino. Ma per quanto tu veda, lo stesso non c’è modo di uscirne: tu provaci, a uscirne, e vedrai se non abb...