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Visualizzazione dei post con l'etichetta sensitività

Blob [29/11/2011]

È una nube nera infernale quella mente. Quella mente. Quella mente. Aliena. Nera. Un abisso. Una nube nera nebbia nera sciame nero un brulichio di mosche vespe nere il turbinio caotico irreale. Folle. Una nube colonna di fuoco di fumo nero avanza sovrasta il vulcano. Sciama in forma di demonio. Incede, lento. Immenso. Avvolgente. La marea nera mi arriverà addosso. Sono una bambina, la mia bambina. Ciao, signor uomo nero. Noi ci conosciamo. Sono nuda, quaggiù in fondo. Ci sono ricordi e larve, pestati e annidati negli angoli. Me l’ha detto la mia amica, che lo sa. È vero, sono venuti a soffocarmi, una notte. Non so se fossero reali o suggestioni. Ma ci sono veramente i ricordi di dolore di lei e le sue ultime visioni. E i ricordi delle maldicenze e della cattiveria di sua sorella e di altre persone. Succube, è stata, per più di cinquant’anni. Quanti fantasmi da affrontare e da mandare via – per lei, e per me: state tranquilli e andatevene, ...

Chi passa [17/09/2011]

Due donne parlano sedute l’una di fronte all’altra, adesso. Una ha visto un uomo passare fra gli alberi, ma ha guardato meglio e lui non c’era. L’altra, suo figlio e un’altra amica lo hanno visto. la sera precedente, scendere le scale e aggirarsi. Io non ho visto niente, sia perché non ho guardato, sia perché, dice l’esperta, più che vedere, sento quel che c’è al di là della vista. E credo che, in certi casi, abbia ragione. Devono essere momenti di grazia – o di disgrazia, dipende chi passa – questi in cui sei così aperta e ricettiva da sentire e da catalizzare senza chiederlo, al lembo della tua veste o dentro l’anima, il pensiero di quelli che incroci per la via. C’è stato un tempo in cui avevo addosso il pensiero di tanti, vivi e morti – tanti da non capire sempre bene chi di volta in volta mi entrava dentro. Erano troppi per le mie grame forze psichico-affettive: chi passava mi si appiccicava addosso, e mi confondevo come in un intrico di liane.   Per ora invece ...

Come le onde [03/08/2011]

Un’unica mancanza è la radice di conoscenza, amore, filosofia, mito, e fede. Muta l’oggetto, non la ricerca del senso.   Ho creato la penombra e ho acceso le candele. Ho messo la musica a risuonare intorno. Ho sentito l’acqua scorrere sulla pelle scura. La camicia da notte di raso di seta accarezzarmi. (...)    La luna è una falce crescente, nella notte. Fra i pilastri che tagliarono nel buio lo spazio denso. Il braciere al centro della sala, il libro sacro. La sacerdotessa custode del tempio, le acque e gli aromi. Ridatemi le donne del mio mondo. Desidero la profondità del mio cosmo, adesso. Desidero essere sì lieve, non schiava della superficie. Il pensiero ha corpo sottile, ma potente.   Dissi (...) un giorno: Io sono un’antenna che vibra . Sentiamo pensieri e umori altrui senza chiamarli. Sentiamo come le onde del mare. Come il magma dentro la terra. Come il sangue dentro la carne. Non si può recidere la propria natu...

Cavità [27/07/2011]

Le cinque o le sei del mattino. Non dormo più e non sono ancora sveglia. Fuori il cielo si fa chiaro di un rosazzurro livido. Fa freddo. Freddo. E questo brivido che mi serpeggia sotto la pelle. Avrò dimenticato il condizionatore acceso? No, è spento. C’è odore di terra nera bagnata, smossa di fresco. Un cimitero. È morto da poco il ragazzo, lo sento passare come una folata d’aria fresca. Non respiro. Non respiro. Non è cattivo, è triste. Nel buio della testa, riesco a pregare solo: Ave Maria . Così lui passa e se ne va. Lascia appena la sua scia di tristezza. È passato qui dove ha trovato un varco, questo ricettivo vuoto cosmico come le cavità della terra.

Strapiombo [26/07/2011]

Il sole è giallo intenso come quello della tarda mattinata o del primo pomeriggio. Un omino sta sotto il sole e oscilla intorno allo stesso punto. Percorre piccoli tratti di cerchio intorno a sé. Sta al telefono a parlare. Ha un sorriso arricciato in faccia o un’espressione intenta, e un appuntamento da sbrigare. Dietro, ci sono gli alberi di un giardino comunale. Più lontano, in fondo alla Timpa figlia dell’Etna, il mare.   Quasi vent’anni fa, suo fratello l’aveva trovata appesa a una corda. Sola. La madre era andata a chiedere: perché proprio mia figlia? La profetessa le ha risposto: Perché sulla terra gli angeli si sporcano le ali. Così a volte me lo chiedo, che cosa le sia stato risparmiato.   Domenica sera. La ragazza innamorata e inquieta siede di fronte a me per una pizza e un gelato. Parliamo. Ma poi, all’improvviso, il vento ha cominciato a soffiare. Arrivava forte, forte, forte. E, con lui, arrivava altro. C’è sempre, una differenza i...

Gli araldi [01/11/2010]

Dov’era la luna? Ché il cielo notava in un’alba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù: veniva una voce dai campi: chiù.. . Le stelle lucevano rare tra mezzo alla nebbia di latte: sentivo il cullare del mare, sentivo un fru fru tra le fratte; sentivo nel cuore un sussulto, com’eco d’un grido che fu. Sonava lontano il singulto: chiù ... Su tutte le lucide vette tremava un sospiro di vento; squassavano le cavallette finissimi sistri d’argento (tintinni a invisibili porte che forse non s’aprono più?...); e c’era quel pianto di morte... chiù ... (G. Pascoli, L’assiuolo , in  Myricae ) Dice adesso è Ognissanti. Che quel che ne ha scritto Manzoni non lo voglio leggere, perché per quello che scrive negli Inni sacri prima o poi lo vado a rimproverare sulla tomba sua. Comunque oggi è Ognissanti e domani sono i Morti. Qui fanno le ossa di morto , ...