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Quel che sanno fare [19/09/2011]

Non so da dove arrivi questo ricordo al risveglio in un momento, o nel prendere sonno. Lui aveva lasciato le tracce dei suoi filmini e una inequivocabile macchia di bagnato. Gli ho chiesto in un momento di calma se volesse parlarne con me: potevamo anche condividere le cose insieme. Anche le fantasie: ero già mentalmente piuttosto aperta, in linea di principio. Conoscevo le tendenze contro cui era in conflitto da sempre, me le aveva sempre sottoposte. Se solo le avesse riconosciute invece di cercare in me una donna schermo. Se solo io non mi fossi prestata a comprenderlo, diventando quello schermo. Ma, invece di comprendere la comprensione, l’analista disse poi che io sbagliavo. Che dovevo comportarmi non da madre che inghiotte i rospi e parla in modo equilibrato, ma da compagna che urla chiaro quel che sente e quel che pensa. E quel che vuole o che non vuole. Chi abbia avuto ragione in quel caso non lo so: so che di sicuro avevo avuto torto ben più alla radice, non molto tem...