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Michela [12/12/2010]

(…) l’anno che ho vinto, con Circe , il concorso Racconti nella Rete , c’era un racconto che non era un racconto ma il ricordo di una storia. Era bello e mi aveva commossa. Si intitolava Michela, breve ritratto di ninfa . L’autore era un tale Matteo Ricci. Mi ricordo solo che lei piangeva per la sua gatta ammalata e che lui arrivava e la stringeva calda e tremante, e faceva l’amore con lei cominciando dalle dita dei piedi. Quando Demetrio Brandi mi ha telefonato per darmi la notizia che avevo vinto, ero sola in casa e credo di avere gridato nella cornetta del telefono. E Michela? ho chiesto. Quasi facevo più il tifo per Michela che per Circe, ma è perché sono una femmina sentimentale. Michela invece non aveva vinto. Eppure in qualche modo è sempre presente. Anche se l’ho cercata di nuovo sul web per rileggerla, ma non l’ho trovata.

Scrittura contemplativa. [29/05/2010]

Oggi va molto di moda. Ti metti davanti al foglio, stai lì a guardarlo e senti le parole bloccate in gola. Vedo che è in questo modo che vengono impostati diversi racconti: ho le parole bloccate in gola vorrebbero uscire ci vorrebbe un foglio. E allora tutti a sdilinquirci in prolissità senza forma, parole insipide. E quando il foglio ce l'hai resti lì imbambolata a contemplarlo, come se lui avesse cose da mostrare. Ma il foglio, poverino, è bianco e non sa niente della vita, che te deve di'? Di suo lui non ha niente dentro: se ne sta lì, sdraiato a pancia in su, in attesa che tu prenda quello che hai nella testa e lo trasformi in parole, immagini, colori, forme, suoni, odori, sapori, persone, azioni. E invece tu siccome non hai niente da dire prendi e non racconti cose vive ma racconti il foglio, che vivo non è. O foglio, vedo le parole passare. O fogliettino fogliettino storno. E scrivi dilatando nel nulla i tempi della contemplazione di un istante, ma dentro non c...