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Cavità [27/07/2011]

Le cinque o le sei del mattino. Non dormo più e non sono ancora sveglia. Fuori il cielo si fa chiaro di un rosazzurro livido. Fa freddo. Freddo. E questo brivido che mi serpeggia sotto la pelle. Avrò dimenticato il condizionatore acceso? No, è spento. C’è odore di terra nera bagnata, smossa di fresco. Un cimitero. È morto da poco il ragazzo, lo sento passare come una folata d’aria fresca. Non respiro. Non respiro. Non è cattivo, è triste. Nel buio della testa, riesco a pregare solo: Ave Maria . Così lui passa e se ne va. Lascia appena la sua scia di tristezza. È passato qui dove ha trovato un varco, questo ricettivo vuoto cosmico come le cavità della terra.

Gli araldi [01/11/2010]

Dov’era la luna? Ché il cielo notava in un’alba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù: veniva una voce dai campi: chiù.. . Le stelle lucevano rare tra mezzo alla nebbia di latte: sentivo il cullare del mare, sentivo un fru fru tra le fratte; sentivo nel cuore un sussulto, com’eco d’un grido che fu. Sonava lontano il singulto: chiù ... Su tutte le lucide vette tremava un sospiro di vento; squassavano le cavallette finissimi sistri d’argento (tintinni a invisibili porte che forse non s’aprono più?...); e c’era quel pianto di morte... chiù ... (G. Pascoli, L’assiuolo , in  Myricae ) Dice adesso è Ognissanti. Che quel che ne ha scritto Manzoni non lo voglio leggere, perché per quello che scrive negli Inni sacri prima o poi lo vado a rimproverare sulla tomba sua. Comunque oggi è Ognissanti e domani sono i Morti. Qui fanno le ossa di morto , ...