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Under pressure [26/11/2011]

*** è entrato in casa mia. Ha fatto qualcosa col computer, ha scoperto la mia password e cerca di usarla come fosse un suo diritto per farmi un favore: hanno già messo in ordine qualcosa in casa senza che io ne sapessi niente. Me lo dicono dopo, quando arrivo; ok, ***, grazie di avere messo in ordine, adesso andiamo. “Ma ho dimenticato la tua password...” “Meglio così, la inserisco io quando sarò sola.” Ho un mezzo sorrisetto divertito – ci sono cose che non cambiano – ma qualcosa mi preme, dentro. Hanno anche decretato che Minù non deve superare questa porta. Ma io, fin da piccina, le ho insegnato che non deve aver paura di niente. E ora invece sta seduta nell’angolino a guardarci interrogativa, mentre mi portano via. È stata messa in quarantena la città. La Protezione Civile ha fatto il conteggio dei cittadini e sta girando porta a porta, casa per casa, per iniettare il sedativo. Per le prossime ventiquattrore dormiremo tutti. Saranno le ore del Buio. Quelle in cui divent...