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Chi passa [17/09/2011]

Due donne parlano sedute l’una di fronte all’altra, adesso. Una ha visto un uomo passare fra gli alberi, ma ha guardato meglio e lui non c’era. L’altra, suo figlio e un’altra amica lo hanno visto. la sera precedente, scendere le scale e aggirarsi. Io non ho visto niente, sia perché non ho guardato, sia perché, dice l’esperta, più che vedere, sento quel che c’è al di là della vista. E credo che, in certi casi, abbia ragione. Devono essere momenti di grazia – o di disgrazia, dipende chi passa – questi in cui sei così aperta e ricettiva da sentire e da catalizzare senza chiederlo, al lembo della tua veste o dentro l’anima, il pensiero di quelli che incroci per la via. C’è stato un tempo in cui avevo addosso il pensiero di tanti, vivi e morti – tanti da non capire sempre bene chi di volta in volta mi entrava dentro. Erano troppi per le mie grame forze psichico-affettive: chi passava mi si appiccicava addosso, e mi confondevo come in un intrico di liane.   Per ora invece ...