Warm waves [22/05/2011]
La stanza è piccola, pulita e in penombra. La persiana è abbassata: poca luce pomeridiana riesce a entrare dalle fessure. Musiche orientali cadenzate e lente come onde leggere nell’aria e tutto intorno. La moquette grigio chiaro sul pavimento. Una mensola grigia e pulita con su i prodotti disposti in ordine; un lavabo; uno specchio ovale. Il lettino è al centro della stanza. Ti spogli davanti allo specchio a figura intera. La pelle è liscia e ambrata nell’oscurità. Il ventre è piatto ma non scavato, i muscoli leggeri sotto la pelle disegnano linee morbide. La ragazza in camice bianco ha i capelli biondi e gli occhi azzurri. Uno, strabico. Scambi due parole all’inizio, stando attenta a guardarla solo nell’occhio sano. Ci sono tre anni di scuola e vent’anni di esperienza, e corsi di una vita intera. Ma ha la mia stessa età: ha iniziato a tredici anni. Il lettino è riscaldato, sotto la pancia. Il corpo nelle sue mani è vivo e protetto. Le sue mani ...