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Giro di giostra [02/11/2011]

We have all the time in the world. Quella donna scrive da dio. È una persona ironica e vivace. Non so nemmeno come sia fatta in viso: vedo, dalla serratura che ha lasciata aperta, com’è fatta dentro. E tanto basta a ritrovare quelle affinità che ci rendono elettivamente tutti affini, questi espressivi passionali spiriti. Scrive da dio perché c’è suono e colore, calore e risonanze, nel suo presente a tratti stanco o disilluso, sognante o intelligente senza enfasi – come ogni umano che senta e che, come che sia, viva, nell’attesa. Che, nell’attesa, abbia eletto, a compagni indissolubili, soltanto i suoi ricordi, i viaggi, la sua musica, i suoi libri, un altro giro di whysky (paga lei) e un’altra sigaretta bagnata dalla pioggia – e non andare più a cercarsi, né aspettare, al ritmo allegro e dissonante di una marcetta, il treno giusto sotto cui morire come Anna Karenina. Non si smette mai di attendere. Si smette di attendere qualcuno . Si fa silenzio per crearsi spazio, poi si ...

Trembling [29/09/2011]

[PREMESSA - 15/12/2020 Quivi ha inizio, miei signori, il tempo in cui incominciai a raccogliere materiale umano personale storico e psichico per intraprendere la stesura di ciò che, attualmente, è in fase di scrittura. Molto tempo è passato e il disegno si è compliceto ulteriormente; eppure sta trovando un corso che, per complesso che sia, oggi si vede. N.d.A.] ***   Non sto bene. Non sto niente bene. Mi fa male la pancia. E poi tremo. Mi sveglio la mattina e tremo forte, forte, da scuotermi tutta a momenti. (era notte e pioveva, scorreva acqua nera per le strade – allora ero viva – eravamo vivi)   Poi smetto. Mi riscuoto, ci si riscuote sempre. Faccio la doccia, chiamo le scuole, vado a far controllare la macchina, che mi si è spenta e ha acceso una spia. Il ragazzo dall’aria pulita e in gamba dagli occhi blumagnetici diagnostica, con un aggeggio elettronico, che la macchina va a tre. Cilindri. Va cambiato il filtro e messo un additivo per riporta...

Dead dogs [10/05/2011]

Il primo lavoro che ho fatto è stato la guida turistica per il servizio civile volontario. Arrivo e trovo altre undici ragazze pronte per diventare ciceroni, un prete calvo con poche idee chiare, tutte relative al modo migliore di sfruttarci dietro il pretesto della flessibilità oraria, e una dottoressa mingherlina e gracile con poche idee chiare fra cui quella di sfruttarci dietro il pretesto della flessibilità oraria. Il bando di concorso infatti diceva che cercavano guide dal lunedì al sabato per cinque ore al giorno, o di mattina o di pomeriggio, e invece loro se ne escono a sorpresa con l’idea di farci fare tre ore la mattina e due il pomeriggio. Bruciandoci di fatto, per intero, la giornata. Io e altre avevamo impegni: una per esempio aveva la scuola, io avevo le lezioni del corso di specializzazione tutti i pomeriggi con obbligo di frequenza, e non esisteva che facessi un orario di servizio assurdo e per giunta imposto per capriccio a posteriori. Dapprima ho chiesto co...

Tra la greggia e la Luna [09/05/2011]

Con le mani io posso fare castelli. Non c’è novità in quella tensione, che pure è sempre nuova. Tutti noi in fondo la viviamo, la tensione. Tra l’eremita e il guerriero. Tra la sacerdotessa e l’amazzone. Tra Alcina e Bradamante. Tra Medea strega e Medea sposa. Tra la Luna e la greggia. Tra l’attesa e il gesto.   Il nodo è: chi lo saprà dire con parole nuove, che siano proprie e, insieme, universali?