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Il gigante Anteo, l’apetta e la piccola mammiferaia [13/09/2011]

C’è una notte tiepida e un vecchio blues da fare insieme. In qualche posto accosterò e quella là sarà la nostra casa. (L. Ligabue)   La piccola mammiferaia (piccola in quanto è nota la sua scarsezza da quelle parti lì) oggi brucia cerini e di mattina, cantando a voce piena fuori dal finestrino, si sente pungere più volte dietro una spalla. Sarà un’ape o una vespa, ma sotto le dita non si sente niente. A ogni buon conto è meglio non appoggiarsi. Accosta alla fine all’autogrill e vede, accartocciata contro il sedile, un’apetta mignon per l’appunto, un po’ turbata e scossa. Non deve averla punta per bene solo perché non si è sentita piombare addosso tutto il peso – che nella mia delicatezza estrema le ho graziosamente risparmiato. Potrebbe anche schiacciarla – mi hai fatto male, bastarda – ma la bestiolina è così tremebonda che la mammifera d’istinto prende un foglio di carta e la lascia fuori libera. Un camion diceva l’altro giorno, di ritorno: Sure, we can . ...

Bellu cocc’i piru [16/08/2011]

Scendo per comprare le sigarette. Intanto invio e ricevo una mezza dozzina di sms tra l’urgente, l’utile e il futile avendo ricaricato il credito. Il tabaccaio è chiuso, c’è dietro il distributore automatico una signora bionda bassina un po’ incartata con la tessera sanitaria. E un tipo in motorino che le dà indicazioni. Sarà con lei, immagino. Tocca a me, o forse a lui: ma non scende dal motorino. Gli chiedo: Le serve il distributore? A me? ride intanto che io, intelligente, aguzzo l’occhio da triglia: è il proprietario. Oh buongiorno.   Tornando, c’è nel suo garage il signor Comesichiama, un vicino anzianotto che saluto sempre. Le vuole un po’ di pere? Le ho prese ora ora dalla campagna , mi fa. Belle pere piccole verdi nelle cassette, quelle dolci e sode che chiamano le pere cosce . Ma che belle che sono: sì, le accetto volentieri. Dove ce l’ha la campagna? A Fornazzo, e la casa a Sant’Alfio – quello dalla parte di Giarre. Bella Fornazzo, ci dev’essere un be...

Terra Madre [22/04/2011]

C’è chi medita praticando lo yoga, c’è chi medita recitando i salmi, c’è chi medita dedicandosi al giardinaggio zen, e chi medita seduto sul cesso mentre legge le etichette dei saponi. Io non pratico lo yoga, non recito di solito i salmi, non mi dedico al giardinaggio zen né di altro genere per evitare traumi o suicidi alle piante, e in bagno mediamente mi dedico a quel che si fa in bagno. Invece, fra le altre cose, medito molto guidando. Perciò ho preso la mia macchina ancora scassata [dopo il sogno premonitore inerente e inerente incidente, N.d.A.] per fare un giro nelle terre mie, nella terra rossa e nell’odore del gelsomino e del fiore di notte dove sono nati i miei nonni e dove anch’io sono cresciuta. Mi sono ripresa i miei ricordi, mi sono rappacificata mentalmente con due o tre persone e con l’aria che entra dal finestrino bucato, e mentalmente con due o tre altre persone ci ho invece litigato per l’incapacità di crescere e per la codarda fuga davanti alle difficoltà. ...