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Fra sé e sé. [09/01/2012]

“Ragazza. Vieni un po’ qui, mi sa che ne hai bisogno più del solito.” “Mi sa di sì.” “Parlarne con altri aiuta pure, ma nessuno ti conosce bene come noi ci conosciamo. E le domande giuste che facciamo a chi ci chiede aiuto, per una volta, servono a noi. Che è successo?” “È successo che, a furia di essere selettiva, mi sono presa una sbandata colossale.” “Bene. Intanto sei stata selettiva: questo è bene.” “Ah, sì. A me ci tengo.” “Com’è successo?” “Sono successe due cose: la prima, è che ho ammazzato e seppellito chi doveva esserlo. La seconda, è che è successo.” “Non è che una cosa succeda così, perché passa uno.” “No, infatti. Ma è passato uno che mi è piaciuto moltissimo. Mi piaceva già prima ma non mi aspettavo che fosse così . Abbiamo passato un finesettimana travolgente, al termine del quale mi ha confessato di essere impegnato. (Cosa diamine ti proclami single se sei impegnato? Io sono single da tre anni, nonostante tutto. Ma comunque.) Dico: me l’ha detto dopo che era...

Come le tende di Kedar [14/12/2011]

(Il tuo odore addosso come ovatta a contenermi ritorna a prendermi fra acqua calda e schiuma.) Il mio amato è tutti gli odori del mondo. Li amo tutti, e ciascuno. Ha nei capelli l’odore del fumo di tabacco e odore di legna e di fuoco ed erbe, l’odore delle foglie rosse d’autunno e delle spighe di grano d’estate. L’odore del suo odore, e l’odore del mio. Davanti al fuoco ti ho graffiato la schiena, come una tigre: perché il desiderio di te e la paura mi svegliava di notte, mentre potevi scegliere di non ritornare. E davanti al fuoco ho baciato piano le striature rosse: perché mi tieni, e adesso ti respiro. Respiro i tuoi capelli, la pelle, e tutto il corpo. Sei una droga, in cui annego. Ti terrei dentro di me tutta la notte ancora e ti ipnotizzerei, cantando e raccontando, fino ad addormentarti come le onde e il mare.

L’angelo [06/12/2011]

[Ogni idillio fa presto a mostrare le lame: al termine del primo finesettimana, la domenica sera, riceve una telefonata e si allontana. Ritorna mogio, con la coda fra le gambe: "Eh, ho ricevuto una telefonata..." "Sì, è un tuo diritto," sorrido. Ma è evidente che cosa stia per dirmi. Ha una compagna. Da due anni. Dei Pesci come me, peraltro. "Ma l'avrei già lasciata la scorsa estate, è troppo presente." Come no: non si lascia una certezza per un'avventura. Né, d'altronde, te l'ho chiesto. "Poi però ha avuto il ruolo a Mondovì, e il rapporto, a distanza, mi sta bene..." Eh, appunto. Vedo. Onestà avrebbe voluto che mi avvisassi prima, riconoscendomi il legittimo diritto di scegliere. Transeat. Dunque, lei è a Catania per alcuni giorni; io esco.] Un angelo con le ali d’oro danza la danza del ventre e sorride. Ha pelle ambrata e occhi azzurri, e sorride. È bellissima, staresti a guardarla per delle ore. Noi intanto ci beviamo il n...

God save the queen [24/07/2011]

È uno spettacolo ben triste una donna interessante che si costringa ad affermare il proprio valore in modi poco composti che possono sminuirla, agli occhi di chi non ne conosca il vero spessore. D’altronde, quando una donna di buona caratura d’improvviso smania per dimostrare la propria grandezza a fronte di ometti e donnacce, di solito una ragione c’è. Ma ispira proprio la compassione contro cui combatte.   Discendeva dai Vicerè ma aveva sposato un mezzuomo. Lui discendeva dai Senatori del Regno, ma si sentiva un suddito. La regina dipingeva i suoi acquerelli, metteva a frutto le sue doti scrittorie e, quando lui mostrava di sentirsi piccolo di fronte a lei, a si chinava ad accoglierlo e rassicurarlo: lo accarezzava e lo baciava dicendogli che niente valevano tutti i suoi natali davanti all’amore. Lo aveva amato per tanti anni. Gli aveva dato dei figli. Gli era stata accanto quando lui aveva subìto i suoi interventi. Poi il senso di inferiorità l’aveva avuta vinta,...