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Buon Natale [19/12/2011]

(They do go back to where they belong. Since they do belong to somewhere.) Ecco: già è tramontata la luna e le Pleiadi; la notte è giunta a metà del suo corso, il tempo passa – e io giaccio sola. (Saffo) Siamo sdraiati sulla spiaggia, lui e io. (Siamo sdraiati davanti al fuoco, lui e io.) Lui mi accarezza piano i capelli. Guardiamo le stelle in silenzio. (Lui mi accarezza piano i capelli. Guardiamo il fuoco in silenzio.) Sono passate molte notti da quella in cui è arrivato. (...) Mi ha raccontato la sua vita: mi ha parlato della lunga guerra di Troia, del cavallo di legno che alla fine ne decise le sorti, della partenza alla volta di casa, dei vagabondaggi nella terra dei Lestrigoni, dei Lotofagi, dei Ciclopi. Mi ha parlato del suo amore per la scoperta e insieme del suo desiderio di mura domestiche. (Di sua moglie, della separazione, dei suoi figli, della sua donna lontana a cui, dice, è sempre stato fedele – “Eppure, con te è diverso.”) Mi ha parlato del suo amore...

Centum Ripae [08/10/2011]

Running in circles , coming up tails . Heads on a science apart . (Coldplays, The Scientist.)   È il nome latino di Centuripe. Centuripe ha una forma a stella, ma sembra anche il profilo del corpo di un uomo. Andammo a Centuripe anni fa. Tra il 2000 e il 2005, non ricordo. C’era il museo coi vasi greci, quelli a figure rosse su fondo nero e viceversa. Una sera poi, era forse febbraio del 2009, presi la macchina e mi fermai all’uscita dell’autostrada verso Catenanuova. <Qualcuno> mi aspettava lì. (...)   Eravamo in discoteca nell’inverno o nella primavera del 2009 (...). Chiacchieravamo e io ridevo, non cercavo niente, non mi aspettavo niente, e avevo i miei pensieri. Privati, personali, a tenerli al caldo dentro. Mi mise una mano intorno alla vita per guidarmi. Mi discostai infastidita. Avevo altri pensieri - privati, personali, a tenerli al caldo dentro: che nessuno si permetta di sporcarli. C’è un lago con un borgo sopra, che si chia...

Fai da te [21/09/2011]

Chi è questa ragazza che spesso fa rifornimento al self service? Forse se lo chiederanno, ma non glielo chiedono. Non sanno niente gli uni degli altri, neanche il nome. Lei conosce le loro facce una per una. Ma avranno alle spalle le loro famiglie, le loro storie e forse, anche, i loro segreti, i loro desideri sottopelle, il guazzabuglio del loro spesso attempato cuore, i loro lutti, i loro incubi e deliri – o forse no. Eppure si salutano con gran cordialità come se fossero veri conoscenti: oramai lei è di casa, per i suoi settimanali cadenzati viaggi di lavoro. E la loro quotidianità è un porto di mare in cui agli avventori si sorride sempre. Le caricano i punti suoi e, per spontanea cortesia, anche quelli delle altre auto che passano.   I cani stanno a ciondolare in giro. Uno o due si sdraiano sulla soglia e vanno scavalcati. Sono soprattutto uomini, dentro. Prendono il caffè parlando fra loro o leggono il giornale. Molto spesso si voltano a guardarla: sono solta...

Il letto d’ulivo [06/06/2011]

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  Capitano, le tue colpe pago anch’io coi giorni miei, mentre il mio più gran peccato fa sorridere gli dei.   Il mare nero con le luci da lontano. Il porto di Riposto per un caffè notturno e una curiosità. Due parole sul muretto. Niente è come sembra.   La ragione del viaggiatore è la strada: ha una consistenza diversa, vista da vicino. La mezzeria scorre al centro bianca bianca su fondo nero. Tre cani bianchi trottano tranquilli fra i cespugli lungo il ciglio. Le foglie verde scuro degli alberi passano agitandosi piano al vento della notte.   Ma quando poi sta seduta in riva al mare color del vino, l’anima è radicata sempre nel ritorno a casa. Verso quel letto ricavato da un tronco d’albero. Il mio bucato steso fuori ad asciugare. Le mie mani impregnate di cipolle grosse tagliate e stufate. La mia camicia da notte di cotone. Le sue spalle larghe anche con gli occhi stanchi. Le sue ginocchia fra il tavolo e un bicchiere. La s...