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The observer [21/10/2011]

Facevo la mia lezione di latino, una settimana fa, quando si apre la porta. Già le grida e il caos dall’altra aula erano incontenibili, e poi si affaccia questo ragazzo dalla faccia simpatica e comincia a chiedere: e che lezione è, e lei che cosa insegna, ma è bellissima questa ragazza, e così via. Oggi, di nuovo. Voci e caos. Lui arriva e fa: professoressa ma lei in quali classi insegna? E intanto volta le spalle alla sua insegnante ignorandola mentre lei cerca invano di richiamarne l’attenzione. Non è perché io sia brava o simpatica: è lo sfregio all’autorità e la mancanza di rispetto, che mi urta. Ci fossi io nei suoi panni, mi andrebbe in modo analogo. Per cui amabilmente lo rispedisco nella sua gabbia perché non si danno le spalle a nessuno, soprattutto all’insegnante mentre parla, e chiudo la porta della gabbia mia molto meno popolata e decisamente più educata – grazie, dio.   Lei ha l’aria afflitta. È una bella ragazza; sembra annientata e sopraffatta. Anche io ...

Come peletti [12/05/2011]

Abbiamo litigato. Io e il preside della paritaria dove insegno in questa moderna forma di schiavismo a cui mi son dovuta piegare perfino io dopo l’avvento della crisi del 2008, quando gli incarichi statali hanno cominciato a sparire. La legge non scritta prevede questo patto: tu docente insegni e fai punti cosicché prima o poi avrai in premio un lavoro vero, io preside ti do i contributi e il servizio. E nient’altro. Ringraziami, prof. Dunque abbiamo litigato perché ho preso un incarico che mi dovrebbe, prima o poi, per una volta nella vita esser pagato, ma occorrono ore sulle quali lui non intende transigere. E dire che nemmeno me le paga. Dico abbiamo litigato perché lui ci ha il senso di inferiorità da diplomificio paritario e non mi vuole accordare un giorno, e io che cerco di mediare per accontentare anche le scuole del progetto. Mi dice ah noi non siamo una scuola di serie B e lei non è un’insegnante di serie B si faccia valere . Non lo ha ancora capito, che io di...

Trasparenza e arretratezza. Ricognizione ai limiti della civiltà. [23/03/2011]

Il signor P. avrà più di cinquant’anni ed è uno studente sempre assente perché lavora al comune tutte le mattine per sei ore al giorno ma si deve prendere il diploma e quindi è iscritto a scuola qui. Oggi è la quarta volta che lo vedo. La prima volta è stato dopo gli scrutini: arriva un giorno a caso e mi chiede Professoressa lo posso fare il compito? Ora a parte il fatto che il compito viene fissato per tempo e va fatto quando viene fissato, ma anche volendone recuperare uno su tre non è che mi spunti così un giorno dopo che già agli scrutini risulti non classificato e pensi, solo perché te n’è venuta voglia, di fare il compitino. Comunque a parte questo ho dei limiti oggettivi: lei figura assente in tutte le mie ore nel primo quadrimestre, non saprei come ovviare al suo problema e non posso fare niente per aiutarla . Allora lui parla con il preside. Il preside arriva in classe con l’atteggiamento dritto e serio da eccomi qui che succede risolvo tutto io  e a modo suo mi...

Can che abbaia [20/02/2011]

L’unica cosa di cui avere paura è la paura. Quando M*** è arrivata a casa mia era un soldo di cacio. Fin da piccolissima se voleva salire sul letto faceva free climbing su un sacchetto che avevo lasciato appeso apposta al pomello. Le ho detto fin da subito Tu non devi avere paura di niente . Non so se abbia capito le parole ma il senso lo ha capito. Infatti si sdraia sui quaderni dei ragazzi mentre faccio lezione, saluta le persone che entrano in questa casa, le guarda negli occhi e sta a fare le fusa – e qualche volta è andata a ispezionare i pianerottoli degli altri piani che valla a inseguire per riportarla dentro.   C’era un cane sotto casa, quando avevo quindici anni. Era un cane pazzo, piccolo, bianco e nero – e nevrotico. Se passavi per la strada lui arrivava e ti abbaiava contro. Una volta mi ha morso il polpaccio attraverso i jeans ma non mi ha fatto niente. Un’altra volta ero in collera per i fatti miei: passo, abbaia, gli grido di andarsene, si rintana sotto un...