Eppur si muove [20/05/2011]
Cammina tracagnotta con il figlio di sette anni alle calcagna. Sembra sempre trafelata e un po’ agitata. Lavora un sacco di ore in più per tenere corsi di aggiornamento e altre piacevolezze. Chiedo: Scusa, ma tutto questo straordinario almeno te lo pagano? Sorride mezza amara e mezza compiaciuta mentre mi fa no con il ditino. Cioè, lavora per la patria. E per l’orgoglio. Il lavoro gratis da un annetto non mi è nuovo. Ne ho un mezzo vantaggio in prospettiva. Mi chiedo per lei il vantaggio quale sia. Non capirò mai la sindrome da prima della classe – ma la so riconoscere quando la vedo: si dà tanto da fare come un criceto che dentro alla sua ruota corra in corsa frenetica agitando la zampina per farsi notare in tutta la sua frenesia. Salvo poi dare in escandescenze quando non lo si nota a sufficienza e dimostrare benissimo quanto è pronto, infine, a stramazzare. Intanto, siccome si devono fare le cose per bene, è fiscale come un agente del fisco nell’annotare il n...