The observer [21/10/2011]
Facevo la mia lezione di latino, una settimana fa, quando si apre la porta. Già le grida e il caos dall’altra aula erano incontenibili, e poi si affaccia questo ragazzo dalla faccia simpatica e comincia a chiedere: e che lezione è, e lei che cosa insegna, ma è bellissima questa ragazza, e così via. Oggi, di nuovo. Voci e caos. Lui arriva e fa: professoressa ma lei in quali classi insegna? E intanto volta le spalle alla sua insegnante ignorandola mentre lei cerca invano di richiamarne l’attenzione. Non è perché io sia brava o simpatica: è lo sfregio all’autorità e la mancanza di rispetto, che mi urta. Ci fossi io nei suoi panni, mi andrebbe in modo analogo. Per cui amabilmente lo rispedisco nella sua gabbia perché non si danno le spalle a nessuno, soprattutto all’insegnante mentre parla, e chiudo la porta della gabbia mia molto meno popolata e decisamente più educata – grazie, dio. Lei ha l’aria afflitta. È una bella ragazza; sembra annientata e sopraffatta. Anche io ...