Oltre le sagome [21/07/2011]

Prima dell’alba ha un appuntamento per riavere indietro i soldi da tempo avanzati in buona fede e in comprovata malafede mai riavuti.

L’omino la aspetterebbe nel paese pedemontano dove lavora, prima di partire per lavoro in giro su e giù per l’isola.

Si avvia perciò prima dell’alba per la strada mentre il cielo sonnecchia ancora nel buio terso della notte. Fra stelle a grappoli.

Quattro o cinque cani sul ciglio della strada si aggirano. Due, bianchi, alti come cavalli.

Un uomo grasso e un uomo brutto, all’angolo di un palazzo che conosce, la lasciano passare.

Arriva nella strada e si ferma ad aspettare.

Il furgoncino dei panini è ancora chiuso per notte.

Un cane marrone passa e se ne va.

Un topino di campagna attraversa la strada indaffarato.

Passa il tempo, più tempo del previsto, e l’appuntamento non si vede.

Ma il cielo si schiarisce, come se aprisse nuove vie oltre le sagome ancora scure di alberi e rilievi morbidi come gatti.

 

(...)

Diceva profeticamente il nonno: C’è una mano divina.

La mano divina che lavora per me forse a volte se ne va intempestivamente dall’estetista per la manicure.

Ma in realtà, se mi tocca di riavere quello che ho perduto, allora a tempo debito mi sarà restituito.

Altrimenti, tutto sommato, sarà un altro insegnamento per ricordarmi ancora che può essere stolto, quando si è vulnerabili, avere troppa fiducia nell’intima bontà dell’essere umano.

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