Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta neve

Bianco [01/12/2011]

Questa volta c’è una famiglia che ha eletto la mia macchina a suo rifugio preferito. Esco la mattina, uno sta acciambellato preciso dietro la mia ruota posteriore destra. Ciao gattino, comodo? Mi dispiace disturbarti, ma mi serve la macchina... Pare che capisca: si alza, si stiracchia e si allontana trotterellando. Gli vanno dietro i figli o saranno i cugini, in cinque o sei. Il cucciolo tigrato – oddio, cucciolo: due o tre mesetti ce li avrà - aspetta di entrare dalla porta sul retro, la sera quando ritorno. Mi dispiace micetto, sei carino, ma non puoi entrare nel palazzo. E poi, non ti conviene stare chiuso dentro con noi: hai le tue aiuole qui, e tutto lo spazio intorno per essere libero. Vorrei una mia aiuola anch’io e una capanna sull’albero o in cima a un monte, e vagare intorno senza limiti. Ma non si può: all’uomo sono concessi solo chimere e surrogati, da quando ci siamo cacciati dall’Eden. *** si è ripresa ma starà via ancora a lungo. *** mi morde i piedi; abbassa ...

Gobbe e buoi [20/10/2011]

Avevo sognato la neve sui tetti e ha nevicato la prima spolverata quella stessa notte. Ora non vorrei parlare di eruzioni perché sarebbe troppo facile: pare che le senta sempre in anticipo, certe cose, sempri ’na cosa, diventi ripetitiva, donna.   Il dottore ha la gobba sotto la casacca verde. La gobba da noi si chiama ’ u jìmmu . Macàri ’a Luna àvi ’u jìmmu. Ora dovrebbe essere calante. Non so, non si vede ancora. Ma i poeti insegnano che la Luna, che la gobba sia a ponente o a levante, percorre sempre gli stessi sentieri muta muta e conosce la sua strada e non si annoia, mentre il leopardiano pastorello si affanna tutta la sua breve vita fino a inciampare nell’ultimo precipizio. Tutto sembra uguale da quassù, e niente è mai uguale da quaggiù.   A volte mi dico: è uno sperpero. Questo prendere e vagare in lontananza con la macchina da sola quando posso. Invece non lo è: chi me lo deve dare mai, se non ci vado io, il colore del cielo al tramonto nel sil...

Neve del mattino [15/10/2011]

Come neve.   In città per poco non mi arrota un vecchio tram sui sampietrini in curva. Una fontana a un angolo, un cantiere con gli operai, una scala mobile verso il buio. Non entro: una solitudine diversa e pacifica sta per me lungo altre vie.   La strada è stretta, in mezzo ai campi e alle colline: sono queste, le strade che io amo. Un borgo medievale dai tetti a spiovente e le pietre a vista. Una casa con una torretta tonda. Un’altra è avvolta nell’edera.   La notte ha nevicato. Lascia, al risveglio, una spolverata di neve sui tetti di tegole. Illumina un’aria fresca e più leggera, fuori.

Tana della Volpe [10/06/2011]

Immagine
  La Montagna nasconde il mistero dietro ogni rilievo. Fra le rocce una spaccatura stracolma di alberi e fronde, uno specchio d’acqua, chiazze di sole sparse nell’ombra fitta; una casupola con un albero e una capra, un campanile, un bosco fra luna e nuvole di notte. Il mare ha i colori diversi e le forme dell’acqua, la costa e le sue luci – e il senso di vastità da sprofondarci quando c’è la luna. Dà un tale senso di poetica instabile inarrivabile inattingibile inquietudine, l’orizzonte lontano dritto come una linea dritta all’orizzonte.   (…)   Sull’Etna c’è una discesa nota come Tana ’a Urpi (o Tana Urpi , suggeriscono i cartelli). Tana della Volpe . Sul versante Nord, quello di Linguaglossa. Quando ero ragazzina si prendeva lo ski-lift baby e poi il secondo: Tana Urpi , suggeriscono i cartelli. Tana della Volpe . Si percorreva, trainati dal sedile tondo dello ski-lift, questo bosco di alberi pieni di neve. Non si vedeva dove finisse: per quel che...