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Fonte Aretusa [16/06/2011]

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E dove guarderò la notte, seppellita nel mare? Mi sentirò morire dovendo immaginare con chi sei.   Autostrada di notte, verso Siracusa. Allo svincolo, dopo chilometri di buio, superi quelle stesse indicazioni per il teatro greco dove c’è ancora l’eco di Medea. Passi poi davanti a quel posto dove un’altra notte di un anno fa, seduta o sprofondata in una sedia di plastica, ti sei trovata altrove e hai tremato e pianto per il freddo o per l’angoscia di qualcuno. È chiuso e buio adesso, o così sembra. Ma non è vero, è sempre qui, è dappertutto. Lo riconosci di passaggio, non puoi fermarti a guardare perché è troppo profondo e non ci è dato piangere, ragazza. Così procedi fino a Ortigia e ti fermi davanti alla Luna sbucata da poco fuori dall’ombra della terra, sul mare. Sembra una grande laguna increspata appena, fianco a fianco al grande amore di una vita fa. Era tempo, dopo questi anni, di incontrarsi faccia a faccia e ricordarsi quanto parlavate e come giocava...