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Bianco [01/12/2011]

Questa volta c’è una famiglia che ha eletto la mia macchina a suo rifugio preferito. Esco la mattina, uno sta acciambellato preciso dietro la mia ruota posteriore destra. Ciao gattino, comodo? Mi dispiace disturbarti, ma mi serve la macchina... Pare che capisca: si alza, si stiracchia e si allontana trotterellando. Gli vanno dietro i figli o saranno i cugini, in cinque o sei. Il cucciolo tigrato – oddio, cucciolo: due o tre mesetti ce li avrà - aspetta di entrare dalla porta sul retro, la sera quando ritorno. Mi dispiace micetto, sei carino, ma non puoi entrare nel palazzo. E poi, non ti conviene stare chiuso dentro con noi: hai le tue aiuole qui, e tutto lo spazio intorno per essere libero. Vorrei una mia aiuola anch’io e una capanna sull’albero o in cima a un monte, e vagare intorno senza limiti. Ma non si può: all’uomo sono concessi solo chimere e surrogati, da quando ci siamo cacciati dall’Eden. *** si è ripresa ma starà via ancora a lungo. *** mi morde i piedi; abbassa ...

Bouquet [18/05/2011]

Esterno, notte. Ognina. Strada nera bagnata nello slargo. Aci Trezza. Notte nel silenzio della via stretta e buia dell’Eden Bar. Uno o due lampioni, e intorno solo buio. Un uomo solo in abito grigio cammina come cercando qualcosa. Ha un mazzo di rose rosse in mano. Un bouquet con carta crespa intorno. Si aggira da un lato all’altro, cerca il numero o il nome. Suona a un portoncino di legno, sulla strada.