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Jet lag [04/12/2011]

Così mi accarezzi a lungo nelle notti. Respiro il tuo collo i tuoi capelli la tua pelle il petto. (...) Farfuglio nel sonno ancora discorsi e ti cerco nel letto il corpo col corpo. Da brava, dormi, adesso. No... Infatti, no.

Bianco [01/12/2011]

Questa volta c’è una famiglia che ha eletto la mia macchina a suo rifugio preferito. Esco la mattina, uno sta acciambellato preciso dietro la mia ruota posteriore destra. Ciao gattino, comodo? Mi dispiace disturbarti, ma mi serve la macchina... Pare che capisca: si alza, si stiracchia e si allontana trotterellando. Gli vanno dietro i figli o saranno i cugini, in cinque o sei. Il cucciolo tigrato – oddio, cucciolo: due o tre mesetti ce li avrà - aspetta di entrare dalla porta sul retro, la sera quando ritorno. Mi dispiace micetto, sei carino, ma non puoi entrare nel palazzo. E poi, non ti conviene stare chiuso dentro con noi: hai le tue aiuole qui, e tutto lo spazio intorno per essere libero. Vorrei una mia aiuola anch’io e una capanna sull’albero o in cima a un monte, e vagare intorno senza limiti. Ma non si può: all’uomo sono concessi solo chimere e surrogati, da quando ci siamo cacciati dall’Eden. *** si è ripresa ma starà via ancora a lungo. *** mi morde i piedi; abbassa ...

Chi passa [17/09/2011]

Due donne parlano sedute l’una di fronte all’altra, adesso. Una ha visto un uomo passare fra gli alberi, ma ha guardato meglio e lui non c’era. L’altra, suo figlio e un’altra amica lo hanno visto. la sera precedente, scendere le scale e aggirarsi. Io non ho visto niente, sia perché non ho guardato, sia perché, dice l’esperta, più che vedere, sento quel che c’è al di là della vista. E credo che, in certi casi, abbia ragione. Devono essere momenti di grazia – o di disgrazia, dipende chi passa – questi in cui sei così aperta e ricettiva da sentire e da catalizzare senza chiederlo, al lembo della tua veste o dentro l’anima, il pensiero di quelli che incroci per la via. C’è stato un tempo in cui avevo addosso il pensiero di tanti, vivi e morti – tanti da non capire sempre bene chi di volta in volta mi entrava dentro. Erano troppi per le mie grame forze psichico-affettive: chi passava mi si appiccicava addosso, e mi confondevo come in un intrico di liane.   Per ora invece ...