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Lampi [10/11/2011]

Maestosa tempesta di fulmini oltre le nuvole bianche, e sembra di vedere fino in gola al cielo viola livido e profondo – quando i lampi scappano dappertutto bianchi bianchi, spaccano il cielo, e pare di intravvedere l’abisso che c’è oltre. È imponente come una sinfonia, viene voglia di essere grandi compositori: per quanto uno sia visionario, le parole non bastano, solo la musica può. Ancora, nel vedere quel cielo così, mi ritorna la stessa (sensazione? vertigine?) immagine che avevo nel descrivere, in Circe , la notte dell’arrivo della nave di Ulisse. Il vento si è fatto tempesta, e mi sta portando Lui. Il tumulto delle onde trasforma la mobilità ipnotica della luce sulla roccia in una chiazza confusa – e quanto io sono confusa! Che cosa sta per succedermi? Non posso più stare qui: devo uscire, devo vedere, devo sapere che cosa mi riserva – il futuro – questa notte. L’orizzonte è in gola a nuvole cupe, accese da lampi che le rendono spettri di se stesse, e incalzata dalla vio...

La lucerna [20/09/2011]

Ieri era ancora estate, ma già nel pomeriggio le marmitte lungo le strade annebbiano l’aria del fumo delle caldarroste. Di notte il vento bussa e scuote le finestre. E oggi è già autunno. Il mare è grigio ferro, chiazzato di verde. Nuvoloni bigi fanno le ombre cinesi nel cielo fra i raggi aperti. L’odore fresco di ozono satura l’aria e i polmoni: fra poco pioverà.   Dice che non è possibile bagnarsi due volte nello stesso fiume. Ma noi, un po’ credendoci e un po’ no, ci teniamo pronti.

Tra la greggia e la Luna [09/05/2011]

Con le mani io posso fare castelli. Non c’è novità in quella tensione, che pure è sempre nuova. Tutti noi in fondo la viviamo, la tensione. Tra l’eremita e il guerriero. Tra la sacerdotessa e l’amazzone. Tra Alcina e Bradamante. Tra Medea strega e Medea sposa. Tra la Luna e la greggia. Tra l’attesa e il gesto.   Il nodo è: chi lo saprà dire con parole nuove, che siano proprie e, insieme, universali?

Terra Madre [22/04/2011]

C’è chi medita praticando lo yoga, c’è chi medita recitando i salmi, c’è chi medita dedicandosi al giardinaggio zen, e chi medita seduto sul cesso mentre legge le etichette dei saponi. Io non pratico lo yoga, non recito di solito i salmi, non mi dedico al giardinaggio zen né di altro genere per evitare traumi o suicidi alle piante, e in bagno mediamente mi dedico a quel che si fa in bagno. Invece, fra le altre cose, medito molto guidando. Perciò ho preso la mia macchina ancora scassata [dopo il sogno premonitore inerente e inerente incidente, N.d.A.] per fare un giro nelle terre mie, nella terra rossa e nell’odore del gelsomino e del fiore di notte dove sono nati i miei nonni e dove anch’io sono cresciuta. Mi sono ripresa i miei ricordi, mi sono rappacificata mentalmente con due o tre persone e con l’aria che entra dal finestrino bucato, e mentalmente con due o tre altre persone ci ho invece litigato per l’incapacità di crescere e per la codarda fuga davanti alle difficoltà. ...