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Thank you, Mother and Daughter. [14/01/2012]

Era il 9 gennaio, domenica; intorno alle 13. Avevamo appena lasciato lei all’aeroporto. Ritorno da sola verso la mia macchina, e mi sento risucchiare l’anima – come altre volte, quando qualcuno mi acchiappa. Vedo uno stormo di uccelli muoversi verso la costa: Aci Trezza, penso. E sento vento nei capelli. So che sei tu. “Motorino o bicicletta”, penso. Lungo il lungomare. Aci Trezza. Era l’11 gennaio: il caminetto scoppiettava dietro le mie spalle, mentre arrotolavi una sigaretta da dividere con me. “Sai che cosa ho fatto domenica, dopo aver lasciato lei all’aeroporto?” “Che hai fatto?” “Ho preso la bicicletta e sono andato fino ad Aci Trezza. C’erano due donne che parlavano. Ho pensato a te.” “Era l’una, circa?” “Sì! Come lo sai? Eri lì? Potevi salutarmi!” “Non ero lì: ti ho sentito.” Subito dopo che quello stormo – saranno psicopompi anche loro – subito dopo che quello stormo è passato in volo sopra la mia testa, in mezzo al cielo, mentre rientravo planando verso la cit...

Cavità [27/07/2011]

Le cinque o le sei del mattino. Non dormo più e non sono ancora sveglia. Fuori il cielo si fa chiaro di un rosazzurro livido. Fa freddo. Freddo. E questo brivido che mi serpeggia sotto la pelle. Avrò dimenticato il condizionatore acceso? No, è spento. C’è odore di terra nera bagnata, smossa di fresco. Un cimitero. È morto da poco il ragazzo, lo sento passare come una folata d’aria fresca. Non respiro. Non respiro. Non è cattivo, è triste. Nel buio della testa, riesco a pregare solo: Ave Maria . Così lui passa e se ne va. Lascia appena la sua scia di tristezza. È passato qui dove ha trovato un varco, questo ricettivo vuoto cosmico come le cavità della terra.

Gli araldi [01/11/2010]

Dov’era la luna? Ché il cielo notava in un’alba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù: veniva una voce dai campi: chiù.. . Le stelle lucevano rare tra mezzo alla nebbia di latte: sentivo il cullare del mare, sentivo un fru fru tra le fratte; sentivo nel cuore un sussulto, com’eco d’un grido che fu. Sonava lontano il singulto: chiù ... Su tutte le lucide vette tremava un sospiro di vento; squassavano le cavallette finissimi sistri d’argento (tintinni a invisibili porte che forse non s’aprono più?...); e c’era quel pianto di morte... chiù ... (G. Pascoli, L’assiuolo , in  Myricae ) Dice adesso è Ognissanti. Che quel che ne ha scritto Manzoni non lo voglio leggere, perché per quello che scrive negli Inni sacri prima o poi lo vado a rimproverare sulla tomba sua. Comunque oggi è Ognissanti e domani sono i Morti. Qui fanno le ossa di morto , ...

I morti parlano [24/09/2010]

Non puoi capire “Baarìa” se non vivi in Sicilia. Le mavarìe , le làstime , i mostri, il volo. ’A strùmmula che gira con la mosca nell’anima. Le donne con la vita stretta e i fianchi larghi, megghiu morta ca sparrata e a bon locu va’ . Qui i morti parlano coi vivi che parlano coi morti. Una volta un uomo ha fatto la strada da solo a piedi per la campagna. Lo ha accompagnato per tutto il tragitto un uomo morto il giorno prima. Una volta una donna è andata dalla Fantàsima a chiedere di suo marito disperso in guerra, e ’a Fantàsima arrispunnìu. Una donna ha detto “domani”, e l’indomani è morta. Gli animali qui rispondono portando la voce dei vivi muti. Qui sono passati popoli che hanno lasciato i colori e le forme di posti lontani. Qui, per questo, è nata la poesia. Molti se le dimenticano, queste cose. Vanno a ballare, bevono e parlano di cose che qui non ci sono. Anche io me le ero volute scordare, per un certo periodo. Poi rientravano sempre da qualche crepa n...