Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Pietro Aretino

Libri proibiti [03/01/2011]

Ho letto Uccelli di rovo intorno ai dieci o undici anni. Era un libro proibito per via degli argomenti scabrosi, ma avevo visto qualche frammento dello sceneggiato, mi era venuto l’appetito, avevo visto che la nonna aveva il libro e così l’ho preso di nascosto e l’ho letto per conto mio insieme con diversi altri. E quando facevano l’amore era come se facessi l’amore anch’io senza sapere che cosa significasse: ma mi si piegavano le ginocchia al tocco delle mani, mi si socchiudevano gli occhi e il ritmo della lettura rallentava per trattenere quelle emozioni più a lungo. Mamma non doveva sapere che io leggevo queste cose, perché non erano letture adatte a una bambina. Solo che la bambina non lo era più da un po’ e, come ogni ragazzina, si avviava da anni a essere una persona tutta intera con luci e ombre e i suoi diritti, mica a pezzetti separati. Il delta di Venere lo abbiamo letto poi in classe con le compagne in quarto ginnasio. Erano gli anni che io e Valentina ci confidava...