Nessun dorma [03/02/2011]
I fuochi d’artificio partono da lontano in questa strada di basole nere ancora lucide d’acqua. Di fronte alla Porta Uzeda, dietro di noi, la via dovrebbe inquadrare l’Etna. Ma nel Settecento i Benedettini avevano ancora il potere e i loro territori da salvaguardare e fecero cambiare il piano urbanistico di Giuseppe Lanza duca di Camastra, cosicché della Montagna si vede solo un fianco, se ti giri a guardare. I Quattro Canti che non riescono a fare concorrenza a quelli di Palermo sono decorati con grandi medaglioni rotondi di luci colorate. Un violinista lungo la strada accarezza il suo violino ma non si sente: c’è l’orchestra nell’aria lungo la via e intorno alla piazza. La folla si accalca fra le bancarelle profumate di torrone, gialle di luce, bianche rosa marrone tostato e rosso caramellato di dolci. In cima al mare di teste due bambine, come fagotti sulle spalle dei papà, hanno il cappuccio del piumino tirato sopra la testa. Una è bianca con la sciarpa bianca tirata fin su...