Galline morte in saldo [27/09/2011]
Lo sportello destro mi si era sventrato nello spigolo posteriore del cassone, il camion era rimasto illeso e io ero rimasta stravolta.
Non potevo farli preoccupare, perciò non li ho chiamati.
Chiamo invece questo vecchio amico di cinquantun anni al quale ero stata estremamente vicina quando mi aveva tanto cercata per la morte di sua madre e in altri tempi di suoi grandi problemi. Dico: ha la sua esperienza, saprà il fatto suo. È l’unico che mi venga in mente di cui mi possa fidare, adesso.
Lo chiamo ancora tremante per farmi indicare un carrozziere di fiducia che si prenda magari un po’ pochino. Lui entra in agitazione ma ci accordiamo per un carrozziere. Vado a prenderlo subito tornando in città, ancora con i tremori sparsi in corpo, e andiamo da questo carrozziere amico suo che mi trova in due giorni uno sportello (o così mi riferisce il referente cinquantunenne) che mi passerà a buon prezzo.
Ora, io non me ne intendo, mi affido.
Che devo fare? Devo anticipare i soldi? Fammi sapere.
Sì sai anticipa i soldi perché va pagato questo e quest’altro.
Con grande fatica, visto che sudo parecchio il poco che prendo, ho messo avanti circa un milione delle vecchie lire. All’amico mio che se ne doveva occupare, il grand’uomo.
Nell’attesa, *** è stato operato, io non ho potuto usare la mia macchina per essere di supporto (...) e ho dovuto quindi agire a piedi, ho dovuto anche inventare una balla dietro l’altra (per niente credibili) per non dare a capire dell’incidente, è stato inutile perché tutto è stato intuito con annesse preoccupazioni, e io non sopporto le balle perché mi sanno di mancanza di fiducia nell’altro. Che in quella contingenza erano ***.
La macchina per un mese non ha dato notizie di sé.
L’aiutante sedicente mi diceva ogni giorno una balla nuova: lo sportello l’hanno messo ma non chiude, ti stanno rifacendo tutta la carrozzeria, anche il paraurti ti hanno cambiato, sarà presto la regina delle macchine.
Non gli credevo, ma non sapevo come farmi restituire il mio quasi unico bene materiale.
Alla fine non ho retto più. Ho detto non mi frega niente, senti, dammi la mia macchina quali che ne siano le condizioni.
Viene fuori solo allora, in un’aura misteriosa e tragica da grande mistero della fede, che avrebbero sequestrato l’officina che ospitava la mia macchina e messo dentro il carrozziere – casualmente proprio il giorno dopo che la mia macchina è stata consegnata al medesimo.
E viene fuori anche che il sedicente mio aiutante riesce di straforo a farsi aprire l’officina per riprendere la macchina e restituirmela finalmente. (Scassata come prima.) Non si capisce però, se così fosse, perché mai non abbia preso anche lo sportello che, a suo dire, era lì pure, e già pagato.
La macchina poi l’ho riparata grazie a ***. Avevo raccontato tutto forse a un paio di settimane dall’evento: visto che lo stillicidio si prolungava, non si poteva cercare di tutelarli oltre (...) e io, dentro, mi spaccavo per un doppio carico.
Nel corso della spannung della storia, da carrozzieri colleghi del carrozziere si viene anche a sapere intanto che non era vero niente né che l’officina fosse stata requisita, né che il carrozziere in oggetto fosse finito in galera.
Ora, io non so nulla di sicuro. Mi viene il dubbio onesto, a questo punto, sulla reale fine che possono aver fatto i miei pochi, moltissimi, soldi.
So che non li ho ancora rivisti.
So che sono stata sciocca a fidarmi di chi ha la spina dorsale di un mollusco e la già nota – e ora comprovata – onestà di un incapace traditore a più livelli.
So che quell’uomo mi fa ancora stirare il collo e che stasera si agita promettendomi, pur non richiesto, che mi restituirà la metà del maltolto.
Sì, credici: ancora aspetto.
Ho riepilogato un po’ di cose, ancora, nel frattempo, faccia a faccia con Madame Myself.
Io non sono forte e onnipotente e non è mio intento esserlo.
Però i debiti si saldano.
Io i miei li saldo, bando alla modestia: chiedete pure in giro, ho le prove sparse per il mondo.
Per questo il collo non lo stiro più per nessuno: il collo si tira alle galline.
Ma, se le tiri il collo, la gallina morta fa i vermi e poi ritorna come zombie per beccarti gli occhi.
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