A soggetto - ovvero La maschera di gesso: istruzioni per la dismissione. [03/12/2010]
Hanno tutti delle facce fisse come se
gliele avessero pitturate col gesso e fissate in una maschera.
Sembrano contratti, non saprei.
Gli occhi sono spenti. Forse per via
della luce diffusa ma non soffusa.
Se per caso, per errore dei muscoli
facciali, una ruga d’espressione accenna a volersi affacciare, viene subito
stretta fra le labbra in un sorriso da bambino. Forse incute soggezione lo
sguardo carico di disappunto della donna con la ramazza bionda in testa.
Sì perché le donne hanno come delle
ramazze al posto dei capelli, e nessuna comunicativa. Sembrano manichini e ti
vien voglia di guardare dietro la schiena se hanno la chiavetta da girare per
animarle.
Una tristezza.
Roba da far morire di freddo un igloo.
Ma evidentemente l’assorbimento da
lavoro dà alienazione e rende automi.
No, me no veramente. Io male che vada
arrivo la sera che crollo sulle ginocchia e mi metto a piangere sulla pancia
della gatta per la forza della stanchezza.
(…)
Ma comunque.
Dico, a parte questo non ho capito
perché la concentrazione da lavoro debba appiattire l’espressione e l’eloquio.
Sembrano mummie, o signur.
Ma non si lavora meglio divertendosi?
A me pare di sì. Cioè: a me è così che succede.
Io faccio l’insegnante.
Putativa.
L’insegnante sotto i ponti.
Io con gli altri.
Mi piace pensarmi come Socrate
nell’agorà, esercito l’arte maieutica a scuola gratis per il punteggio oppure a
casa sotto forma di lezioni private, e poi anche altrove.
Lo so, sono le coincidenze stupide che
si trovano dentro di sé per darsi un senso ma poi ti accompagnano per tutta la
vita.
Per esempio sul fatto che mi chiamo
come una dicotomia coloristica. E in una data fatta tutta di numeri 2 ho compiuto i 22.
E sarà anche vero che i colori sono
semplici emissioni spettrometriche, come mi è stato detto.
Ma io penso anche che alcune di queste
emissioni spettrometriche esercitino una sollecitazione sulla retina e da lì
passino comunque a stimolare il cervello.
Quindi per autosuggestione il cervello
medesimo, sede della coscienza, può anche rischiare di suggestionarsi e
quindi assumere alcune delle caratteristiche suggestionanti. O suggestive.
Ma poi la mia è filosofia spicciola da
due soldi senza nessun valore universale e nessuna pretesa di giungere a
universali categorie sistematiche.
Nelle quali credo poco.
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